
L’ INFAME BALLETTO SULLA PELLE DEI CITTADINI
L’infame balletto sulla pelle dei cittadini dei Campi Flegrei
Tra i giochi dei palazzi del potere locale e nazionale, con le varie fazioni divise fra chi a parole parla della dichiarazione dello stato di emergenza e chi tifa per una futura legge speciale, noi cittadini continuiamo a rischiare la pelle.
Non abbiamo certezza della effettiva utilità conseguente alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Sbaglia chi crede che lo stato di emergenza significhi automaticamente l’immediata applicazione di quelle misure che consideriamo tutti noi necessarie ed indispensabili da sempre, come, ad es., la verifica a tappeto obbligatoria della vulnerabilità sismica almeno di tutti gli edifici dell’area epicentrale.
A chi si ostina e si concentra sulla richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza non viene il dubbio che il rimedio rischia di essere peggiore del male.
Non tiene conto delle esperienze fallimentari accumulate da tale misura nelle precedenti emergenze, come certificato dalla stessa Corte dei Conti per quanto riguarda lo Stato di emergenza nazionale per il sisma del 2016 in Centro Italia.
Del resto, per non spingerci lontano, basterebbe interrogarsi su cosa ha fatto, o meglio, non ha fatto, il commissario Soccodato qui nei Campi Flegrei, pur munito di strumenti “straordinari”, per capire che esiste un abisso fra norma e realtà dei fatti. Oppure, basterebbe chiedersi chi è stato che ha agitato per primo lo spettro della dichiarazione dello stato di emergenza, cioè il ministro Musumeci, il principale responsabile di come si stia affrontando male l’emergenza bradisismica. Il ministro lo ha fatto, a nostro avviso, per scaricare sulla Regione, governata dalle forze politiche di opposizione, le responsabilità di una eventuale tragedia. La Regione è consapevole che la dichiarazione dello Stato di Emergenza o toglierebbe agli enti locali ogni voce in capitolo, con la nomina di un commissario straordinario esterno, o la lascerebbe con il cerino in mano, affidandole le responsabilità ma con gli aiuti concreti lesinati dallo Stato centrale. Tenta per questo di uscire fuori dalla trappola chiedendo la legge speciale, anche se è evidente che le due misure, stato di emergenza e legge speciale non si escludono a vicenda. Insomma, uno squallido balletto di responsabilità fra governo ed opposizioni, fra Stato ed Enti Locali, fatto sulla pelle di noi cittadini che rischiamo la vita ogni giorno qui.
Riteniamo per questo un grave errore quello di appoggiare oggettivamente una delle due parti di questo infame balletto, balletto di cui riteniamo egualmente responsabili sia le forze di governo che quelle di opposizione.
Tanto per chiarire meglio il nostro ragionamento, a chi crede che sia automatica la sospensione dell’America’s Cup con la dichiarazione dello stato di emergenza, ricordiamo che i nostri politici da sempre non hanno alcuna vergogna di fare cose assurde pur di tutelare i loro interessi. Infatti, in occasione della crisi bradisismica dell’83-’85, ebbero la faccia tosta di evacuare Pozzuoli escludendo l’area delle fabbriche, area pienamente coinvolta nel fenomeno. Gli interessi legati all’America’s Cup coinvolgono le istituzioni locali e nazionali e le forze politiche di maggioranza e di opposizione e difficilmente queste molleranno l’osso.
Concentrarsi sulla astratta norma legale e non sui contenuti concreti da raggiungere è perciò un passo falso, che permette a tutte le istituzioni e alle forze politiche di opposizione e di governo di eludere la domanda centrale: Siete in grado OGGI, non nel futuro, prossimo o lontano, di garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini flegrei? E se non siete in grado, come è evidente, quali misure intendete adottare IMMEDIATAMENTE e nel futuro prossimo? Se, per attuare queste misure, sarà necessario lo stato di emergenza, non saremo certamente contrari, ma non possiamo assolutamente consentire che vi trinceriate dietro lo stato di emergenza per continuare nel vostro colpevole immobilismo. Non ci serve un altro Soccodato, per giunta elevato al quadrato!
Abbiamo la convinzione che solo l’unità del movimento, in tutte le sue diverse anime, possa darci la forza di raggiungere gli obiettivi comuni, che sono innanzitutto, la sicurezza dei cittadini e la temporanea adeguata collocazione degli sfollati.
Per questo, siamo pronti ad ogni eventuale confronto pubblico con chi fa la nostra stessa lotta pur avendo scelto, per ora, percorsi diversi e da noi non condivisi.
